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Torino 22.05 - Ministro Gelmini: noi ci saremo! 8mila in piazza

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La ciliegina sulla torta di una settimana di agitazione: questo è stato il corteo cittadino contro la riforma Gelmini che ha riempito le strade di una Torino immersa ancora nel torbore dell'evento Sindone! 8mila studenti ricercatori insegnanti lavoratori precari genitori e bambini in piazza! Contro l'attacco di dismissione alla scuola e all'università pubblica! La manifestazione di quest'oggi ha chiuso la settimana di agitazione nelle scuole e nelle università, sull'onda delle mobilitazioni dei ricercatori universitari, che hanno individuato nella parantesi temporale tra il 17 e il 22 maggio lo spazio per agire una lotta di indisponibilità che ha fatto tremare i vertici accademici di tutt'Italia, spaventati dalla possibilità di vedere non partire l'anno accademico che viene, ma soprattutto riattivando politicamente i tanti che non si vogliono arrendere alla devastante ristrutturazione in atto!

Un percorso, quello che ha condotto fino al corteo di quest'oggi, faticoso e tortuoso, ma assolutamente significativo, nella determinazione dei soggetti (pressochè tutti, dalle elementari alle università, nelle loro accezioni attive) che hanno partecipato alla costruzione della scadenza ma anche nella capacità di sparigliare le carte sul tavolo, dinnanzi al trio dei sindacati confederali ottusi rispetto alle rivendicazioni di una base della mondo della formazione che ha voluto andare da un'altra parte, non adagiandosi e accettando in alcun modo il grigiore rivendicativo delle burocrazie! Imparino la lezione che la piazza oggi gli ha dato, una piazza piena, colma di gente che voleva scendere in piazza, che voleva farlo senza aver la vista offuscata dalle bandiere e dei cappelli preordinati!

Settimana dentro la quale sono stati ancora gli studenti (ma non solo, ovviamente) protagonisti, soprattutto attraverso l'occupazione prolungata del rettorato dell'università di Torino, con un bel corteo notturno giovedi sera, con tanta voglia di lottare e trasformare! Infatti sono stati proprio gli studenti e le studentesse dell'università a cambiare segno alla settimana di agitazione, che altrimenti avrebbe corso il rischio di ridursi a testimonianza per la giornata di occupazione nazionale dei rettorati (18 maggio). Lo spezzone più partecipato, oggi alla manifestazione, era proprio quello universitario: tanti giovani, ragazzi e ragazze, che sono partiti dal rettorato occupato per unirsi al resto della manifestazione con concentramento a Palazzo Nuovo! Emblematici gli striscioni posti alla testa dello spazzone: "Riprendiamoci il futuro", "Siamo tutti indisponibili".

Ascolta le interviste raccolte nello spezzone dell'università:

Giulia prima della partenza del corteo
Marianna racconta la settimana di agitazione
Elisa e quel che sta avvenendo a Psicologia

Anche gli studenti medi in piazza, insieme a tutto il resto del mondo della scuola, dopo un anno vivace soprattutto per loro, con un autunno 2009 alle spalle che ha visto i pochi sprazzi di un conflitto vivace e indomito agito in prima persona dagli studenti e dalle studentesse delle scuole superiori (non solo a Torino)!

Ascolta le interviste fatte tra gli studenti medi:

Mattia, sotto la sede Rai
Giovanni, nella piena in via Po

Una manifestazione che non si è accontentata di concludersi in piazza Castello, ma che ha voluto proseguire ancora, passando sotto il Miur cittadino e inondando altre strade della città. Una piazza eterogenea quella di quest'oggi, vivace e sorridente, composta da tutti coloro ritengono insopprimibile la necessità di dire ancora no alla riforma Gelmini (dalle maestre ai genitori, dagli studenti ai ricercatori, etc), al disastro che vogliono produrre nel mondo della formazione. Una dichiarazione di guerra contro le intelligenze del nostro paese, da respingere nella prospettiva di bloccare una riforma ripugnante.

Ascolta un commento a fine corteo:

Natale Alfonso, Cub Scuola


Come è stato gridato passando sotto la sede del Miur quest'oggi, pensando all'autunno che viene, con una riforma che deve ancora passare e con l'entusiamo del trampolino di lancio del maggio: "Ministro Gelmini, la nostra è una promessa, noi ci saremo!".

da: uniriot.org

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